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Il diario di Clarissa libro

giorno trentasette

2018-11-06T22:03:26+00:00

di Clarissa, 24/10/2018 © Riproduzione Riservata

Ancora mi capitava di guardare il telefono e sperare in un messaggio che non arrivava mai. Erano passati ben sette giorni da quando avevo visto Damiano in quel pub intento a evitare il mio sguardo e baciare la biondina seduta al suo fianco. Ormai era chiaro che ciò che mi aveva scritto non nascondesse alcun interessamento particolare, era forse frutto di una sua impulsiva espressione di apprezzamento nei miei confronti, ma non abbastanza forte da fargli tentare alcunché. L’evidenza mi era stata sbattuta in faccia dal suo comportamento, e ora toccava a me metterci una bella pietra sopra e smettere di rimuginarci come una ragazzina.il diario di clarissa

Avevo preso un paio di giorni di ferie dal lavoro per stare tranquilla e rilassarmi. Ne avevo davvero bisogno in quei giorni. Scendendo le scale per portare fuori il cane avevo notato che dalla casella della posta strabordava una busta di una certa misura più grande della buca dove era stata inserita. Era una busta bianca che non recava alcun logo o alcuna scritta che mi facesse intuire da chi fosse stata inviata, quindi l’avevo aperta con grande curiosità.

Conteneva una brochure e una lettera proveniente dal team che si era occupato di elaborare i miei talenti. Mi comunicavano che i risultati erano pronti e che avrei dovuto fissare un appuntamento e recarmi a parlarne con loro in un colloquio di approfondimento.

Finalmente una buona notizia! Chissà cosa era venuto fuori da quei bizzarri test che mi avevano fatto compilare.

Non mi andava di aspettare, e con un po’ di insistenza ero riuscita a fissare l’incontro per l’indomani.

Il giorno successivo mi ero svegliata con l’umore di una adolescente pronta ad affrontare un incontro eccitante. Qualche ora dopo mi ero ritrovata ferma davanti al portone dei loro uffici con un sorriso idiota stampato in faccia e in attesa della rivelazione su quale esaltante strada avrei potuto intraprendere nel mio futuro.

“Buongiorno, Clarissa. Bentornata”

Dopo soli cinque minuti mi avevano fatto accomodare nella stanzettina bianca in cui ero stata accolta giorni prima. Il team era lo stesso. La donna di mezz’età, la ragazza giovane che prendeva appunti e il ragazzo sulla trentina. Sempre carino, sorridente e anche un po’ ammiccante.

“Abbiamo elaborato i risultati, ma prima vorremmo parlarti dei tuoi test. Nell’esercizio dei sei quadranti hai scelto di utilizzare i colori. Molto bene. Non so se ne sei al corrente ma ogni colore rappresenta un tipo di energia. Quindi scegliendo determinati colori per un’area della tua vita stai rivelando da quale tipo di energia è contraddistinta secondo le tue sensazioni. E quest’energia può essere positiva o indice di qualche blocco o preoccupazione”

“Ok. E come è andata?”

“Il rosso è il colore dell’intensità. Significa spinta ad agire con forza e decisione. Nero è qualcosa di cui vorresti liberarti e che ti mette tristezza. Hai scelto questi due colori per l’area salute e benessere. Vuoi dirmi cosa rappresentano per te?”

“Mi sembra piuttosto chiaro. Ciò che mi mette tristezza sono quei chili di cui vorrei liberarmi da parecchio tempo ma ancora non sono riuscita nell’intento. Tutto qui”

“Giallo e verde per i beni materiali è il desiderio di farcela con i propri mezzi e utilizzando le proprie capacità. Viola e oro per arte e progetti è una combinazione di colori piuttosto interessante. Cosa mi sai dire di questo quadrante?”

“Purtroppo non ho alcun senso artistico e alcun talento a riguardo”

A quella risposta la donna di mezz’età aveva iniziato a scartabellare nel faldone di fogli che aveva davanti e ne aveva estratto uno. L’aveva letto con cura e mi aveva guardata.

“Clarissa, davvero pensi di non avere alcuna dote artistica?”

“Assolutamente” Ancora ricordavo quando un bambino mi aveva chiesto di disegnargli un koala. Un koala? Ma che ne so! Gli avevo prodotto uno scarabocchio ed era rimasto piuttosto deluso dal risultato. Ma non sembra un koala!!! Mi aveva urlato. E certo che non sembra un koala, non so disegnare manco un pesce o un cane, figurati se so fare un koala. No. Nessun talento artistico. Neanche nella musica. Senso del ritmo pessimo.

“Potrai leggere con calma l’elenco dei tuoi talenti quando sarai a casa, ma ti anticipo che potresti rimanerne stupita. Andiamo avanti. Amore e coppia”

“Ecco qua”

“Hai scelto rosso e bianco. Rosso come ci siamo già detti è l’azione decisa, il bianco rappresenta il voler vivere nella totalità un’area particolare della vita”

Silenzio.

“Certo che vorrei viverla” In batter d’occhio mi erano tornate alla mente tutte le storie sbagliate, tristi, tutti i fallimenti dell’ultimo anno. Teo, Alessandro, Cal. Damiano. Quel quadrante al momento mi ispirava solo avvilimento e demoralizzazione.

Ancora silenzio.

“Sto cercando di crescere e mi piacerebbe affrontare con più maturità questa tematica. Ma purtroppo non è un settore semplice per me”

Il bel ragazzo mi fissava con aria comprensiva e aveva sfoderato un bel sorriso confortante per farmi recuperare un po’ di leggerezza. Che carino!

“Passiamo a un altro argomento molto importante. Lavoro e carriera. Hai scelto viola, giallo e grigio. Qui c’è una tematica fondamentale. Il viola rappresenta il voler esprimere sé stessi. Ed è forse questo il motivo che ti ha spinto a cercarci. Il giallo è sinonimo di grande vitalità e voglia di fare. Ma è il grigio il colore che ci dice qualcosa di più. Il grigio indica qualcosa di cui ci si vuole liberare e che crea ansia e preoccupazione. Per cosa ti senti preoccupata?”

“Beh, di non riuscire a fare carriera. Di non voler neanche farla, in effetti. Di dover convivere tutta la vita con un lavoro che non mi appassiona. Di lasciarlo ma non trovare comunque la mia strada. O ancora peggio di finire in mezzo alla strada. Non so se mi fa più paura sapere di avere delle qualità da sfruttare ma non avere il coraggio o l’occasione per metterle a frutto; oppure restare nella calda tranquillità di un lavoro sicuro che mi dà da vivere ma non mi rappresenta. Ho scelto il grigio involontariamente ma … dà una visione perfetta di ciò che sto vivendo”

“Sei stata molto sincera Clarissa. Cosa per nulla scontata, te l’assicuro. Ti consegno la busta con l’elenco dei tuoi talenti. Abbiamo terminato questo lavoro insieme, ma penso che siano emerse cose molto importanti che ti potranno essere utili per le tue scelte future”

Certo che mi sarebbero state utili. E il lavoro di cui si occupavano in fin dei conti era tirare fuori ciò che le persone già sapevano ma di cui in qualche modo sembravano inconsapevoli. Tutte le cose di cui avevo parlato le conoscevo. Serviva solo uno stimolo esterno per farle emergere.

Ero arrivata a casa con la mia bella busta in mano. Quella sera avevo invitato a cena Erin. Non sapevo se scoprire il contenuto di quella busta da sola o se farlo con lei. Era una cosa molto personale, ma mi sarebbe piaciuto averla vicina per discutere a caldo delle nostre impressioni sui risultati.

Aspettare. Preferivo aspettare. Muoviti Erin!!!

Era arrivata. Evviva. Ero andata ad aprire la porta con entusiasmo e …

… e invece … mi ero trovata di fronte … la faccia di Damiano … “Ciao Clarissa” …

Ci vediamo mercoledì prossimo per una nuova pagina del mio diario!

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