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Il diario di Clarissa libro

giorno quarantaquattro

2019-01-02T21:32:52+00:00

di Clarissa, 26/12/2018 © Riproduzione Riservata

“Ma certo che vengo! Non vedo l’ora di vederti, ti ho pensato un sacco negli ultimi giorni”

Avrei preferito che quel messaggio entusiastico provenisse da Damiano, e invece no. Era una risposta di Anthony.

Avevo conosciuto Anthony alcuni anni prima su Badoo. Ero in cerca di chiacchiere facili e superficiali in una serata di malinconica solitudine, e mi ero imbattuta in questo ragazzo che mi aveva fatto ridere con il suo approccio diretto e senza peli sulla lingua.
il diario di clarissa

Tesoro, ti risollevo io la serata. Si era annunciato così, e aveva un’aria talmente caxxona e divertente nelle foto che aveva pubblicato, che avevo acconsentito a spendere quattro chiacchiere e tentare una conoscenza più approfondita di quel tizio assolutamente improbabile.

Più giovane di me di quasi otto anni, disoccupato, single, nullatenente, senza prospettive. Nessunissima intenzione di fare qualsivoglia cosa nella vita a parte bere, fumare, scopare e divertirsi. Atteggiamento scaxxato, aspetto trasandato, parlata ignorante, e due occhietti furbi che trasudavano intelligenza.

In un bar davanti a un caffè guardavo questo tizio come se piombasse lì da un pianeta non ancora inventato. Non si faceva problemi a schiaffarmi in faccia il fatto che non voleva coinvolgimenti, non voleva serietà nella sua vita, nessuna responsabilità, ma lo faceva in un modo talmente naturale e spiritoso, che non riuscivo a non ridere.

Naturalmente, in qualunque altra occasione avrei scaricato quel povero sfigato dopo dieci secondi, mai avrei dedicato più del mio tempo a uno che me l’avrebbe solo fatto perdere; invece ero rimasta a chiacchierare un paio d’ore, e dopo il caffè ci eravamo messi a limonare abbarbicati alla parete della caffetteria, in una fredda giornata di febbraio.

Ancora non mi spiego la ragione del mio comportamento, in fondo non era neanche il mio tipo, ma mi faceva ridere, era intriso di una superficiale leggerezza che trovavo rilassante, e alla fine ci eravamo incontrati per parlare e limonare ancora tre o quattro volte, dopodiché la cosa era morta lì. Avevamo continuato a sentirci di tanto in tanto, ma nulla di più.

Il giorno precedente alla mia festa di compleanno mi era arrivato un messaggio di Anthony, cosa che mi aveva lasciata abbastanza sorpresa. Non vedevo Anthony da almeno due anni, e non lo sentivo da quasi sei mesi. La sua assenza non mi toccava granché, era una frequentazione troppo superficiale per sentirne la mancanza, in più dall’ultima volta che l’avevo visto erano successe migliaia di cose assurde. Spendendo due chiacchiere facili su whatsapp, senza neanche rendermene conto gli avevo parlato della mia festa di compleanno, e mi ero lasciata andare a un “dai, vieni, mi farebbe piacere” (in realtà non ero molto convinta). Mi era uscita così, a caso, sicurissima che non avrebbe mai accettato. E invece aveva accettato, e anche con un entusiasmo che mai mi sarei aspettata.

Damiano, invece, aveva risposto al mio messaggio di invito con “Vedo se riesco. Grazie per l’invito”. Mmmh, distacco totale! C’era da aspettarselo.

La sera della mia festa al pub vicino a casa mi ero vestita con jeans e tacchi alti, una maglia nera di pizzo trasparente e tutta la voglia di perdermi in chiacchiere con i miei amici e divertirmi. Birre a go go, risate e fiumi di parole. E forse Damiano.

Sentivo dentro l’ansia di vederlo apparire all’improvviso e di dover gestire la sua presenza in mezzo a una decina di miei amici. E contemporaneamente avevo l’ansia di non vederlo affatto. E tra le due la seconda mi sembrava senza dubbio la peggiore.

Ormai erano le 23 e trenta, probabilmente non si sarebbe presentato, e i miei timori si stavano trasformando in pacata rassegnazione. Anthony era arrivato un’oretta prima, si era seduto spavaldo al tavolo con i miei amici, ma non prima di avermi stampato un bel bacio sulla guancia accompagnato da un ammiccamento plateale che non era passato inosservato.

Erin e Cal mi guardavano con aria interrogativa, ma a me non interessava più nulla di quella serata, volevo solo rilassarmi e lasciar perdere tutte le stronzate.

Avevo aperto i regali con grande emozione, e mi ero meravigliata di quanto i miei amici avessero azzeccato i miei gusti. Un abbonamento al cinema (che io bazzicavo con grande frequenza, quindi molto utile), un bollitore di ceramica carinissimo e un po’ vintage (perfetto per le mie tisane notturne), la compilation con libro fotografico dell’ultimo concerto di Vasco (che mi sarei ascoltata a tutto volume nella mia auto nuova di zecca) e le bombe da bagno della Lush effetto fata, tutte brillantinate (me le sarei godute in un mare di schiuma profumata).

Ero davvero felice dei miei super regali e anche del clima disteso e spassoso di quella serata speciale. Che Damiano non si fosse presentato era un peccato, ma ero in compagnia di tutte le persone a cui volevo bene, di cosa potevo lamentarmi?

Anche Anthony si stava ambientando in compagnia dei miei amici, e aveva fatto un paio di uscite delle sue che avevano fatto morire dal ridere tutto il gruppo. L’avevo sottovalutato. Come animale da festa dava ottime soddisfazioni.

Mi ero recata in bagno che stavo ancora ridendo. Una pipì veloce, poi ero uscita e mi ero lavata le mani con nonchalance, e quando mi ero voltata… lui era lì. Mi fissava accennando un sorriso.

“Cosa fai qui?” Gli avevo chiesto.

“Ti aspetto. E’ da un po’ di tempo che voglio parlarti”

“Di cosa?”

“Del fatto che mi manchi. Avevo proprio voglia di vederti”

“Sono contenta che tu sia venuto. Mi ha fatto davvero piacere. Però non penso ci sia altro da dire, no?”

Lui si era avvicinato lentamente, aveva posato le mani sui miei fianchi e si era chinato per cercare la mia bocca.

Ma io mi ero scansata, un po’ indispettita da quell’avance inopportuna.

“Anthony, scusa ma non mi va proprio. Sono successe troppe cose negli ultimi mesi, non ho neanche voglia di spiegarti. Davvero mi fa piacere che tu sia venuto, ma niente di più, scusami”

Anthony era rimasto basito giusto per qualche secondo, poi si era messo a ridere, e con una scrollata di spalle mi aveva fatto capire che non c’era nessunissimo problema.

Stavo uscendo dal bagno, un pochino a disagio per quella situazione un po’ scomoda. Poi mi ero fermata. “Anthony, forse non è il caso che usciamo dal bagno insieme. Fa un po’ strano, non trovi? Vorrei evitare le battutine stupide dei miei amici stasera”

“Clarissa, ma che caxxo te ne frega? A me non frega niente, ti pare che mi faccio di questi problemi?” (figuriamoci!)

Vabbè, forse ero un po’ paranoica.

Ero uscita dal bagno con Anthony al seguito, e… naturalmente… come ogni volta che abbassavo la guardia per 5 minuti… mi ero trovata di fronte Damiano.

Mi aveva sorriso, e io avevo ricambiato piena di gioia.

Ma la gioia era durata solo pochi istanti. Dietro di me era apparso Anthony.

Speravo che Damiano non facesse alcun tipo di associazione, o che non pensasse nulla di che. In fondo, poteva essere solo una casualità. O comunque due amici che si ritrovano in bagno a scambiare qualche parola. Perché doveva pensare per forza qualcosa di diverso?

E invece Anthony non aveva perso l’occasione di fare la caxxata della serata. Dietro di me, con fare sicuro e anche un po’ sfrontato, aveva appoggiato il mento sulla mia spalla e mi aveva cinto i fianchi con le sue mani. Il tutto di fronte a Damiano che ci guardava con aria abbastanza confusa.

Ma che caxxo!!!!!

Mi ero scansata subito, sperando di recuperare credibilità, ma lo sguardo confuso di Damiano si era già trasformato in uno sguardo di fuoco … e adesso? …

Ci vediamo mercoledì prossimo per una nuova pagina del mio diario!

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