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Il diario di Clarissa libro

giorno quarantacinque

2019-01-09T21:45:01+00:00

di Clarissa, 02/01/2019 © Riproduzione Riservata

Tra Anthony e Damiano si era creata una specie di immotivata acrimonia. Beh, immotivata per Anthony, in realtà capivo perfettamente cosa spingesse Damiano a guardare il presunto rivale con occhi inferociti.

Ma io non appartenevo a nessuno, e il fatto che quei due sfoderassero le loro armi per combattere una battaglia inesistente e assurda erano fattacci loro. Anche se dentro di me sentivo aleggiare una sensazione di dolce compiacimento.
il diario di clarissa

All’improvviso Damiano mi aveva allungato un regalo. Davvero? Mi aveva portato un regalo? L’avevo guardato stupita e con un sorriso a 280 denti. Grazieeeee!!!

Avevo aperto il regalo con grande emozione, guardandolo negli occhi con affetto. Avrebbe azzeccato i miei gusti? L’ultimo partner che mi aveva fatto un regalo mi aveva comprato un cd dei black eyed peas. Davvero molto romantico! Ma soprattutto un tipo di musica che non ascoltavo mai. Chissà come gli era venuta in mente quell’idea!

Capisco perfettamente che per un uomo non è mai semplice fare un bel regalo gradito e originale a una donna. Sembra che la cosa non faccia minimamente parte dei loro geni. E così nel corso degli anni ho racimolato dei regali davvero improponibili da parte dei miei ex: una collana di conchiglie (bah), un porta dvd di legno (forse voleva comunicarmi che i miei dvd erano troppo incasinati), il libro della Littizzetto (io adoro leggere, ma per l’amordiddio regalami un romanzo serio) e un portafoto con all’interno l’immagine di un paesaggio alpino (ma mettere una foto di noi due no?)

Non che voglia lamentarmi, i regali sono regali, ma avevo l’impressione che fossero frutto di un acquisto scaxxato e impulsivo, e che dietro non ci fosse il minimo pensiero rivolto alla persona a cui era destinato.

Quindi avevo un po’ di timore nell’aprire quel pacchetto, perché sarebbe stato rivelatore di qualcosa di fondamentale riguardo alla persona che me lo stava porgendo.

Acquisto scaxxato oppure ragionato? Che tipo di uomo si sarebbe rivelato Damiano?

Strappata la carta avevo trovato una specie di taccuino da viaggio, rilegato con copertina rigida e abbellito da alcune illustrazioni ad acquerello. Era un quaderno su cui riportare i ricordi di vecchi viaggi o di nuove mete ancora da esplorare. Carino! E poi…

Ero rimasta a bocca aperta. Viva la vida! Il libro di Pino Cacucci con il monologo meraviglioso di Frida Kalho. E io andavo pazza per Frida Kahlo. Una delle donne più incredibili e affascinanti degli ultimi tempi. Durante un viaggio in Messico mi ero innamorata di questo personaggio, con tutta la sua passione, la sua creatività, la forza e la grinta. Avevo visitato la sua casa azul, il museo, avevo avuto il piacere di vedere i suoi dipinti, avevo persino letto alcune delle sue poesie, e adoravo il film con Salma Hayek.

Ma come poteva saperlo Damiano?

Era uno dei regali più belli e azzeccati che avessi mai ricevuto. Questo ragazzo continuava a stupirmi ed emozionarmi. Lo avevo guardato con gli occhi lucidi e lo sguardo totalmente rapito. Adoravo quell’uomo.

“Grazie Damiano, è un regalo bellissimo. Non ho parole”

“Ci speravo davvero. Ho rischiato. E’ che non volevo regalarti le solite cose banali; alcune persone non si meritano proprio la banalità”

Oddio!!!! Non smettevo di guardarlo piena di ammirazione e di ringraziarlo con gli occhi. Ero commossa. Mi veniva da piangere. E il tutto per un libro. Ma era un libro che raccontava una storia che già mi stava facendo sognare. Prima ancora di leggerlo. Perché era lui, il suo cuore, il suo pensiero per me.

Eravamo rimasti a fissarci per qualche secondo. Il mio sguardo commosso aveva incontrato il suo compiaciuto. La profondità dei suoi occhi mi stava trasportando altrove, in un posto dove ci saremmo stati solo noi due a guardare ammirati i dipinti di Frida. Ad ascoltare le sue parole, a visitare lo studio di Diego Rivera in cui aveva vissuto. Sarebbe stato stupendo.

E invece ero stata riportata di forza alla realtà.

“Clarissa, a questo punto della serata ti propongo un gioco divertente che ho scaricato da google play”. Mia cugina Alessia, che non vedevo già da qualche mese, era riuscita incredibilmente a raggiungermi per farmi gli auguri e bere una birra veloce. Era una rarità riuscire a passare con lei più di 5 minuti, quindi le avevo lasciato il piacere di intrattenerci con i suoi giochini leggeri che scaricava abitualmente da internet.

Adoravo passare il tempo con lei, ma era sempre superoccupata dalle sue mille faccende, mille frequentazioni, tempo per sé stessa, ritiri, seminari. Dopo un po’ finivo per rinunciare.

“Si chiama ‘the test’: devi rispondere a delle domande personali e gli altri devono indovinare la risposta corretta in base a quanto ti conoscono. Daiiii”

Ai miei amici un po’ seri sembrava un po’ una stronzata, però quello era il mio giorno speciale, quindi avevano abbozzato favorevolmente a prestarsi a quel gioco abbastanza ridicolo. Io ero ancora persa nei miei sogni a occhi aperti, e non stavo dando molta attenzione a ciò che mi accadeva intorno. Ma per riprendermi da quell’ondata emotiva in cui stavo affogando mi ero prestata con un certo sollievo.

“Va bene, giochiamo”

Mai avrei pensato che ne sarebbe uscito un casino …

Ci vediamo mercoledì prossimo per una nuova pagina del mio diario!

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